Dalla street art al laboratorio: l’esperienza di StudioSotterraneo al MLAC di Roma

Il movimento Street art è uno dei nuovi trend culturali della stagione. Recentemente nella capitale sono state inaugurate la grande mostra “Cross the Streets” al MACRO, dedicata alla storia dello street art romano e al Chiostro di Bramante è in corso la mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat, che indaga anche le origini e l’importanza della street art e dei graffiti.

Il 20 maggio la street art è arrivata anche al MLAC – Museo Laboratorio dell’Arte Contemporanea (Sapienza Università di Roma) con la mostra “Dalla street art al laboratorio: l’esperienza di StudioSotterraneo” curata da Simona Pandolfi in collaborazione con Roma Italia Lab ed Emanuela Robustelli di Studio Sotterraneo.

Studio Sotteraneo è uno spazio al Pigneto aperto alle diverse sperimentazioni e punto di incontro di giovani artisti. Luis Alberto Alvarez dal Messico, Carlos Atoche dal Perù, Luis Alberto Cutrone dalla Colombia, Mattia Arduini, Francesco Campese e Antonio Russo dall’Italia sono gli artisti presenti in mostra non solo con le loro opere, ma anchen con i propri materiali e strumenti di lavoro.

Carlos Atoche, artista noto nell’ambito della street art, ha creato murales in diversi quartieri di Roma, dove ha rivisitato alcuni capolavori del Rinascimento in chiave contemporanea. Il passato rinascimentale è protagonista anche delle tele di Francesco Campese, che ritrae con ironia i luoghi un tempo abitati dai soggetti delle opere più note della tradizione italiana. Mattia Arduini esprime la sua creatività tramite i paessaggi astratti e Luis Alberto Cutrone nelle sue incisioni di piccole dimensioni. In mostra è esposto anche il suo libro d’artista le cui pagine raccolgono le prove dei colori che Luis Alberto Cutrone ha realizzato con materiali organici e alimentari.

Durante l’opening della mostra i sei artisti, accompagnati dal gruppo musicale Tre D (Davide di Pasquale, Alessandro D el Signore e Mattia Di Cretico), hanno realizzato un’opera live: dal dialogo tra linguaggio musicale e pittorico è nato un albero della vita, davanti agli occhi del pubblico.

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