Otto donne per l’otto marzo

Le donne occupano ormai un posto importantissimo nello sviluppo dell’arte contemporanea. Non sono solo artiste, ma anche critiche, curatrici, fondatrici di musei e gallerie, architette, insomma sono tutte le donne che creano la storia dell’arte e ci ispirano per diventare delle vere storiche dell’arte!

1.Marina Abramovich, artista serba, che si autodefinisce “Grandmother of performance art”. Le sue prime performance, realizzate sia da sola che con l’artista Ulay, riguardavano spesso i limiti delle possibilità del corpo umano. Per esempio, durante la performance “Relation in time” Marina e Ulay sono stati legati per i capelli allo scopo di rimanere seduti fino all’esaurimento forze. Dopo 16 ore hanno permesso al pubblico ad entrare: “Grazie all’aiuto degli spettatori abbiamo potuto proseguire per un’altra ora, immobili come statue” – dice Marina. Infatti, il rapporto tra l’artista e il pubblico è un altro tema fondamentale del lavoro della Abramovich. Secondo lei tutta la performance art lavora sulla presenza, sulla trasmissione dell’energia tra il pubblico e l’artista che è presente con il suo corpo e con la sua mente, qui e ora. La famosa performance “The artist is present” (14/03 – 31/05/2010, MoMA, New York) ha rappresentato uno dei punti cruciali nella ricerca della Abramovich.

2.Zaha Hadid, architetto iraniano – inglese, è stata la prima donna a vincere il Pritzker Architecture Prize. Studentessa del famoso Rem Koolhaas, ha avuto da sempre idee molto innovative, rimaste fino al 1990 solo su carta. La fama mondiale è arrivata nel 2003 con la costruzione del Rosenthal Center for Contemporary Art (Cincinnati, Ohio, Stati Uniti). Il suo lavoro è stato caratterizzato della nuova visione dello spazio, costruito delle linee dinamiche e forme inaspettate. Il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma progettato da Zaha Hadid, rappresenta un segno architettonico importante per la città.

3.Yto Barrada, giovane artista francese-marocchina, lavora con il video, la fotografia e la scultura. Le sue opere riguardano temi attuali quali i confini, l’immigrazione e il neo-colonialismo. Attiva a Tangeri, città al confine tra Africa ed Europa, racconta delle sfide che ogni giorno persone provenienti da tutto il continente africano affrontano per attraversare lo stretto di Gibilterra e prendere in mano il proprio futuro in una terra straniera. Estremamente poetica per la sua semplicità è l’opera Tectonic (2004/2010): una mappa del mondo realizzata in legno, come se fosse un giocattolo d’altri tempi, i cui continenti possono essere mossi lungo dei binari, fino a formare un unico blocco di terra, in cui tutti i confini svaniscono.

4.Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice di GAM e Castello di Rivoli (Torino), nel 2012 è stata nominata da ArtReview la figura più importante nell’arte contemporanea. Nel corso della sua carriera è stata curatrice di manifestazioni internazionali, quali la 16Biennale di Sydneynel 2008 e dOCUMENTA (13) a Kassel nel 2012. Carolyn Christov-Bakargiev lavora anche nel campo della critica d’arte, ed è autrice della prima monografia su William Kentridge.

5.Letizia Battaglia, fotografa, fotoreporter e politica italiana, è conosciuta per la sua lotta per la libertà e contro la mafia. Le sue foto ritraggono i luoghi e le vittime di omicidi, ma anche la vita quotidiana siciliana degli anni ottanta. Lei è una dei protagonisti più importanti della storia del fotoreportage, perché ha attribuito un grande valore etico alle professione del fotoreporter. Una grande mostra monografica dedicata al suo lavoro è attualmente visitabile al MAXXI: in mostra oltre 200 scatti provenienti dall’archivio storico della grande fotografa.

6.Rosalind Epstein Krauss, la critica d’arte e curatrice americana che ha teorizzato la gran parte dell’arte contemporanea. I suoi primi lavori riguardano lo sviluppo della fotografia in parallelismo con la pittura e la scultura. Lei ha esplorato e ha spiegato i concetti dell’arte importanti, come quello di “informe”, di “inconscio ottico”, e il collage.

7.Olga Carolina Rama, nota comeCarol Rama è stata un’artista di cui forse ancora oggi si è troppo poco discusso: il suo percorso artistico si è da sempre focalizzato sul corpo, fisico e sessuale, femminile. Lo ha fatto prima che i tempi fossero del tutto maturi, prima che la società potesse realmente accettarlo, tanto che la sua prima mostra è stata chiusa e le sue opere censurate (1945). All’interno delle sue opere, parte di un racconto personale, ma sempre condivisibile, dalla fine degli anni cinquanta ha introdotto materiali organici e oggetti presi dalla realtà, combinati con un linguaggio astratto, figlio della sua breve partecipazione al Movimento Arte Concreta.

8.Lucy Lippard, critica d’arte, curatrice e attivista Americana, è stata una delle prime a riconoscere la dematerializzazione nell’arte concettuale. La mostra “Eccentric Abstraction”, organizzata da lei nel 1966 nel Fischbach Gallery in New York, è stata fondamentale per l’istituzione del Postminimalismo o “antiform art” ed ha lanciato le carriere di Eva Hesse e Bruce Nauman. Lucy Lippard è stata una delle prime storiche dell’arte femminista con il suo libro From the Center: Feminist Essays on Women’s Art (1976)

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