Lucio Fontana. Ambienti/ Environments Pirelli HangarBicocca

A cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolì

21 settembre 2017 – 25 febbraio 2018

La mostra di Milano, che chiuderà il 25 febbraio, riunisce per la prima volta due interventi ambientali e nove Ambienti spaziali di Lucio Fontana, realizzati dall’artista a partire dal 1949 fino alla sua morte nel 1968. Sono andata a visitarla e non potevo non inserirla in apertura della nuova rubrica “La scelta della redazione” di Matrioskart, perché è ben fatta, interessante, gratuita e divertente … insomma, un’esperienza da fare!

Una premessa interessante – Per la loro natura effimera, gli ambienti di Fontana sono stati sempre distrutti dopo le loro esposizioni (fatta eccezione per un’unica opera, l’ambiente presentato alla Galleria del Deposito di Genova, del 1967, oggi proprietà del Musée d’art contemporain de Lyon). Le opere in mostra al Pirelli HangarBicocca sono state tutte ricostruite, nel rispetto delle misure originarie, sulla base della documentazione prodotta nel momento del loro primo allestimento.

Il percorso consiste in nove stanze ricreate negli spazi della navata del Hangar, percorribili in ordine cronologico a partire dalla prima opera ambientale del 1949. Ai due estremi del percorso espositivo sono presenti inoltre due interventi che prevedono unicamente l’utilizzo di tubi al neon: Struttura al neon per la IX Triennale di Milano (1951, per chi non riuscirà a visitare la mostra, un’altra ricostruzione dell’opera è esposta al Museo del Novecento di Milano) e Fonti di energia, soffitto al neon per “Italia 61” realizzata in occasione dell’Esposizione Internazionale del Lavoro tenutasi a Torino nel 1961 per il Centenario dell’Unità d’Italia.

La mostra Lucio Fontana. Ambienti/Environments offre al visitatore la possibilità di attraversare – fisicamente! – la ricerca ambientale che Fontana ha condotto, accanto a quella in ambito pittorico e scultoreo, con l’obiettivo di generare uno spazio esperibile dal visitatore. Attraverso l’uso della luce (talvolta di wood, più spesso al neon) gli ambienti di Fontana entrano in relazione con lo spettatore, con lo spazio che percorre, modificandone la percezione e stimolandone i sensi. La chiusura degli ambienti con pensanti tende nere, l’utilizzo di materiali tattili, come le tappezzerie soffici o il pavimento di gomma, l’introduzione di elementi architettonici che modificano lo spazio (pareti curve, piani inclinati, percorsi labirintici) contribuiscono ad ampliare la stimolazione sensoriale e la distorsione della percezione del visitatore, totalmente immerso nell’opera – che si fa spazio, che si fa vita.

 

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